Roma, 29 lug. (Labitalia) - "La decisione della Corte d'Appello di Milano di disporre la sospensione delle attività dell'area a caldo dello stabilimento di Taranto entro 90 giorni, subordinandone la riapertura alla completa bonifica dell'amianto e alla riduzione delle emissioni inquinanti, non chiude la vicenda dell'ex Ilva. Al contrario, apre una fase nuova e decisiva per il futuro di Acciaierie d'Italia e dell'intera siderurgia nazionale. Le pronunce della magistratura si rispettano. Così come è inderogabile il principio secondo cui la tutela della salute, della sicurezza delle persone e dell'ambiente non possa essere subordinata ad alcuna esigenza produttiva. La sentenza obbliga ora il Paese una scelta che non può più essere rinviata: definire una strategia industriale capace di rendere compatibili salute, sostenibilità ambientale e continuità produttiva". È questa la visione che Federmanager ha posto al centro del proprio Manifesto: integrare la sostenibilità nei processi produttivi, rafforzare la competitività industriale del Paese e promuovere una managerialità capace di governare le grandi trasformazioni.
“La sentenza della Corte d'Appello rappresenta uno spartiacque che impone al Paese di assumersi una responsabilità non più rinviabile”, dichiara Valter Quercioli, Presidente di Federmanager. “La salute è un diritto fondamentale e di questo la produzione deve tenerne conto. Ma sarebbe un errore altrettanto grave rinunciare alla capacità produttiva nazionale. La vera politica industriale consiste proprio nel rendere compatibili salute, ambiente, innovazione e competitività. È arrivato il momento di decidere quale futuro vogliamo per la siderurgia italiana e, più in generale, per il nostro sistema industriale.”













