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Il tempo passa, ma le risposte sul futuro della centrale A2A di San Filippo del Mela continuano a non arrivare. E così la preoccupazione dei lavoratori cresce, trasformandosi nuovamente in mobilitazione.
Domani è infatti previsto un nuovo sciopero che coinvolgerà i lavoratori diretti e dell’indotto, con l’astensione dalle prime due ore di ogni turno e un presidio davanti all’ingresso della centrale, dalle 7 alle 9. Una protesta che arriva in un momento particolarmente delicato e che riporta al centro della scena una domanda che nella Valle del Mela si ripete da mesi: che cosa sarà della Centrale e, soprattutto, quale futuro avrà il lavoro una volta terminata l’attuale fase produttiva?
Ad oggi denunciano i circoli milazzesi del Partito democratico e dei Giovani democratici: «ancora non sono arrivate le risposte che servivano sul destino dell’impianto». Un’incertezza che, secondo i democratici, lascia «appese a un filo» centinaia di lavoratori e altrettante famiglie, direttamente o indirettamente legate alle attività della centrale e dell’indotto. Il Pd chiede quindi che Roma e Palermo rompano gli indugi e convochino con urgenza i tavoli istituzionali attesi da tempo, mettendo attorno allo stesso tavolo Governo, Regione, A2A, Terna, organizzazioni sindacali ed enti locali. Perché il nodo non è soltanto il destino di un impianto. È quello di un’intera area industriale che negli ultimi anni ha progressivamente perso attività e occupazione e che oggi rischia di trovarsi davanti a una nuova, decisiva cesura.







