Montale, 26 luglio 2026 – L’inceneritore di Montale non solo resterà in funzione, ma è destinato ad aumentare la propria capacità. Una prospettiva che riaccende uno scontro mai sopito e che vede Montemurlo tornare sulle barricate. Proseguono gli strascichi dopo il via libera dell’Ato Toscana Centro al Piano economico finanziario 2026-2029, che ha dato il via libera anche al revamping dell’impianto e all’incremento della sua capacità fino a sfiorare le 100mila tonnellate annue. Una decisione che il Comune di Montemurlo contesta duramente, ricordando come da decenni il proprio territorio conviva con le ricadute ambientali dell’impianto senza aver mai ottenuto alcun indennizzo.

“Ci troviamo di fronte a una mera soluzione tampone rispetto a un tema decisivo per il nostro territorio e per l’intera Regione Toscana, che meriterebbe ben altra programmazione strategica”, afferma il sindaco di Montemurlo, Simone Calamai. “La gestione dei rifiuti in Toscana richiede innovazione, una programmazione ad ampio respiro e una visione capace di abbattere i costi per i cittadini. Questa delibera certifica invece che fino ad oggi non si è mosso nulla sul fronte della realizzazione di nuovi impianti per la frazione indifferenziata”. Per Calamai il punto di maggiore criticità del nuovo scenario – ritenuto del tutto inaccettabile – trova il suo fulcro nel revamping dell’impianto dell’inceneritore di Montale per consentire il trattamento di un quantitativo maggiore di rifiuti. Una scelta in palese difformità rispetto a tutti i ragionamenti e agli impegni presi negli anni passati. “Ci teniamo a precisarlo con forza: il nostro non è un ’no’ ideologico agli impianti. Crediamo fermamente nel valore della tecnologia, della ricerca e dell’innovazione applicate all’ambiente. Il tema centrale è un altro: il rispetto dei territori. Si è sempre ribadito il principio di non penalizzare oltremodo le comunità che hanno già dato moltissimo in termini ambientali e di servitù. Il territorio di Montemurlo e la sua comunità hanno già sostenuto il proprio carico: far ricadere nuovamente qui il peso di una mancata programmazione è una scelta ingiusta e incoerente”. Calamai ha ribadito quindi che Montemurlo non può avallare una decisione che scarica sulle solite aree la mancanza di una vera e coraggiosa strategia.