"Il nuovo termovalorizzatore da 100mila tonnellate l’anno è un’opportunità per Montale". Così il sindaco Ferdinando Betti ha spiegato nei dettagli le ragioni del suo voto favorevole nell’assemblea dell’Ato allo "scenario ottimizzato" che prevede a Montale un nuovo impianto con capacità doppia rispetto a quello attuale. "Non sono qui per fare polemiche politiche – dice Betti all’esordio di una conferenza stampa nella sala consiliare alla presenza di gran parte della giunta e diversi consiglieri di maggioranza – ma per dare inizio ad un percorso di informazione della cittadinanza in modo che si sappia quali sono i due scenari che avevamo di fronte in sede di Ato e perché la nostra amministrazione ha scelto lo scenario ottimizzato con la maggioranza compatta e coesa su questa posizione e un atto di giunta condiviso non solo in giunta ma anche dal gruppo di maggioranza".

Il sindaco ha illustrato le implicazioni dei due scenari: il primo con la dismissione totale dell’inceneritore "e l’area che diventa terreno agricolo" e il secondo, quello preferito dall’amministrazione, con un nuovo impianto. "L’impianto attuale – ha puntualizzato il sindaco – non può più avere un futuro e sarà chiuso e demolito nel 2029. Se ci si limiterà a questa sola dismissione ci saranno conseguenze negative non solo per l’Ato, la cui autosufficienza sarebbe compromessa con l’aumento della Tari per tutti i comuni, ma anche specificamente per la comunità di Montale perché innanzitutto si perderanno i posti di lavoro e i lavoratori dovranno essere ricollocati con l’aiuto delle istituzioni, inoltre avremo davanti la necessità della bonifica e non si sa se i soldi accantonati da Cis spa per questo scopo saranno sufficienti. Poi Montale perderebbe l’indennità di disagio ambientale che a pieno regime è circa di 350mila euro all’anno e questi ristori sono già stati usati per agevolazioni sulla taric delle famiglie".