HomePistoiaCronacaInceneritore, il Pd di Montale contro il ‘suo’ sindaco: “Vogliamo un referendum”Duro documento dell’Unione comunale del Partito democratico montalese.Disappunto per la decisione di Betti a favore dell’impianto da 100mila tonnellateIl sindaco Ferdinando BettiRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciMontale (Pistoia), 27 luglio 2026 – Il Pd di Montale vuole un referendum sull’inceneritore. Chiede con forza la partecipazione dei cittadini ed esprime “disappunto” per la decisione del sindaco Ferdinando Betti di pronunciarsi in modo netto e “non interlocutorio” a favore dello scenario che prevede a Montale un nuovo impianto con capacità di 100mila tonnellate.

“Il Pd di Montale critica le modalità e i tempi con cui lo scenario gestionale ottimizzato è stato portato in approvazione – afferma un comunicato della segreteria dell’Unione comunale del Pd montalese – vanificando e rendendo difficoltosa la realizzazione di un effettivo percorso di partecipazione. Al contempo, il nostro partito esprime il proprio disappunto sulla decisione assunta dal sindaco, che ha sostenuto in Assemblea, suffragato da un atto di giunta, una posizione netta, manifestando un assenso allo scenario gestionale ottimale, omettendo una discussione approfondita in seno all’organo d’indirizzo politico a ciò deputato, ovvero al Consiglio Comunale, né un reale ascolto delle perplessità emerse nell’assemblea degli iscritti e simpatizzanti del 27 maggio 2026. È evidente che questo metodo non favorisce la partecipazione e la condivisione”. Il Pd chiede anche al sindaco “se l’assemblea dell’Ato ha approvato quegli indirizzi espressi dalla delibera di giunta cui avrebbe dovuto essere subordinato l’eventuale preventivo assenso”. Il partito rileva inoltre che “visto l’esito del voto, la questione non pone problemi solo al Pd Montalese, ma a tutte le forze progressiste che compongono le maggioranze nei comuni della Piana e in Regione”. Il Pd di Montale “critica il piano industriale che prevede una sola soluzione per lo smaltimento dei rifiuti indifferenziati, consistente un impianto da 100mila tonnellate annue, per giunta sul sito di Montale, dove insiste l’impianto attuale che dovrà essere smantellato”. Il Partito democratico richiama la posizione del sindaco di Montemurlo, che ha espresso voto contrario nell’assemblea dell’Ato, indicando come “tema centrale, non il No ideologico e anacronistico agli impianti che sappiamo essere dotati di tecnologie avanzate, ma il rispetto dei territori e l’effettiva attuazione delle politiche ambientali e di riciclo”. Per il Pd la scelta fatta nell’assemblea “rinvia di anni la possibilità di rendere autosufficiente l’ Ato rispetto alla chiusura del ciclo dei rifiuti”.