HomePratoCronacaParadosso inceneritore. Destra e sinistra vanno d’accordo: "Parola ai cittadini"Il revamping dell’impianto unisce il Pd di Montemurlo e l’opposizione di Montale. La richiesta è quella di una consultazione popolare.Il via libera dell’Ato Toscana Centro al Piano economico finanziario 2026-2029 apre la strada al revampingRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciL’inceneritore che divide, ma riesce anche a unire destra e sinistra. Almeno sulla consultazione popolare. È uno di quei paradossi della politica locale che raccontano quanto sia tornata delicata la partita sull’impianto di Montale. Mentre il via libera dell’Ato Toscana Centro al Piano economico finanziario 2026-2029 apre la strada al revamping e all’aumento della capacità dell’inceneritore, fino a sfiorare le 100mila tonnellate annue, il consiglio comunale di Montale trova l’unanimità su una richiesta precisa: coinvolgere i cittadini prima che vengano prese decisioni definitive.
La mozione, approvata all’unanimità, chiede infatti di promuovere e avviare "il più celermente possibile" una consultazione popolare, sulla cui forma dovrà essere raggiunto un accordo. Non sarà, almeno per il momento, il referendum consultivo previsto dallo statuto comunale. La maggioranza di centrosinistra ha infatti evidenziato l’impedimento previsto dallo stesso statuto e dal Testo unico degli enti locali per le materie di interesse sovracomunale. Ma il principio resta: sulla prospettiva del nuovo impianto, i cittadini dovranno poter dire la loro. Una posizione che mette d’accordo maggioranza e opposizione, visto che il testo approvato nasce dalla mozione presentata dal gruppo di centrodestra Noi per Montale, modificata attraverso un emendamento della maggioranza. L’emendamento ha sostituito la parola "referendum" con "consultazione popolare". Non solo. La mozione impegna anche sindaco e giunta a "sospendere ogni formale assenso programmatico o decisione definitiva in sede di Ato Toscana Centro, Regione Toscana o società partecipate (Cis)" fino all’esito della consultazione. In altre parole: prima dovranno parlare i cittadini, poi la politica dovrà assumere le proprie decisioni. Una richiesta che trova sponda anche fuori dal consiglio comunale. I cittadini del Comitato di Bagnolo per l’alluvione hanno invitato i montemurlesi a collegarsi il 3 settembre alla seduta nella quale sarà discussa la modifica del regolamento necessaria a introdurre la consultazione popolare.






