Banca centrale. 24 luglio 2026 alle 00:30Da Leonardo a Beethoven, la Bce svela i protagonisti delle nuove banconote

La Bce mette in pausa, come da attese, i tassi ma segnala che l’impatto sull’inflazione della crisi di Hormuz e i suoi segnali allarmanti «deve ancora manifestarsi appieno», confermando così la possibilità di nuovi rialzi probabilmente già a settembre. Il board dell’istituto centrale ha votato compatto per lasciare i tassi stabili al 2,25% dopo l’aumento di giugno ma, ha ammesso la presidente Bce Christine Lagarde in conferenza stampa, alcuni governatori si sono chiesti se fosse necessario già un aumento.

Gli scenari

Il mese scorso la tregua siglata fra Usa e Iran e il crollo delle quotazioni del greggio, aveva riacceso il dibattito fra “falchi” e “colombe” all’interno del board sul rischio di un nuovo errore come quelli visti nel 2008 e 2011 di una stretta monetaria su un’economia debole e sulla necessità invece di restare prudenti di fronte a un’inflazione che persiste.

Per la prossima riunione dopo l’estate, lo staff dell'istituto centrale presenterà al board degli scenari su petrolio e gas che saranno così alla base della decisione la quale, è il mantra di Francoforte, è «basata sui dati». Le previsioni Bce diffuse a giugno parlano di un’inflazione del 3% quest'anno con un calo del 2,3% il prossimo e al 2% al 2028 ma la crescita di quella “core”, escluso cibo ed energia, è comunque vista sopra l'obiettivo del 2% nel 2028.