<p>La <strong>Bce</strong> lascia i tassi al <strong>2,25%</strong> ma si prepara ad alzarli nella prossima riunione di <strong>settembre</strong>, quando ci saranno nuove proiezioni macro e analisi aggiornate sull’impatto del rincaro di <strong>gas e petrolio</strong> per il <strong>conflitto in Medio Oriente</strong>.

Già il 23 luglio la prospettiva di un rialzo dei tassi è stata considerata da alcuni governatori, anche se poi il consiglio direttivo ha scelto all’unanimità di aspettare i dati in arrivo, come ha detto la presidente <strong>Christine Lagarde</strong>. </p> <p>I mercati scontano al <strong>90%</strong> una stretta dello 0,25% a settembre, seguita da un'altra mossa tra fine anno e inizio 2027, con la possibilità di un intervento ulteriore il prossimo anno.

I tassi dei titoli di Stato italiani e tedeschi a due anni sono aumentati di 5 punti base (al 3,08% e al 2,88%).

I tassi dei <strong>Btp</strong> a dieci anni sono arrivati al 4,06%, mentre quelli dei <strong>Bund</strong> al 3,21% ai massimi dal 2011.<span contenteditable="false"> </span> </p> <p> </p> <h2>La guerra in Medio Oriente</h2> <p>Per la <strong>Bce</strong> il quadro si è di nuovo complicato con la rottura della tregua tra <strong>Usa</strong> e <strong>Iran</strong> che ha fatto di nuovo aumentare i prezzi del <strong>petrolio</strong> (ieri oltre 100 dollari al barile) e del <strong>gas</strong> (attorno a 62 euro al megawattora).