<p>La Bce lascia i tassi al 2,25% ma si prepara ad alzarli nella prossima riunione di settembre, quando ci saranno nuove proiezioni macro e analisi aggiornate sull'impatto del rincaro di gas e petrolio per il conflitto in Medio Oriente.
Già ieri la prospettiva di un rialzo dei tassi è stata considerata da alcuni governatori, anche se poi il consiglio direttivo ha scelto all'unanimità di aspettare i dati in arrivo, come ha detto la presidente Christine Lagarde.
I mercati scontano al 90% una stretta dello 0,25% a settembre, seguita da un'altra mossa tra fine anno e inizio 2027, con la possibilità di un intervento ulteriore il prossimo anno.
Ieri i tassi dei titoli di Stato italiani e tedeschi a due anni sono aumentati di 5 punti base (al 3,08% e al 2,88%).
I tassi dei Btp a dieci anni sono arrivati al 4,06%, mentre quelli dei Bund al 3,21% ai massimi dal 2011.</p><p>Per la Bce il quadro si è di nuovo complicato con la rottura della tregua tra Usa e Iran che ha fatto di nuovo aumentare i prezzi del petrolio (ieri oltre 100 dollari al barile) e del gas (attorno a 62 euro al megawattora).















