Roma, 23 lug. (askanews) – Tassi di interesse fermi al 2,25% “per ora” nell’area euro. Proprio nel giorno in cui il barile di petrolio è rimbalzato sopra la soglia psicologica dei 100 dollari, la Banca centrale europea ha deciso di confermare il livello del costo del danaro, raggiunto a seguito del rialzo operato lo scorso giugno.
E se a giugno, pochi giorni dopo la decisione, la Bce si era trovata a giustificare ripetutamente la mossa restrittiva – quando l’accordo di tregua tra Stati Uniti e Iran aveva innescato forti cali dei prezzi del greggio, e quindi netti ridimensionamenti dei timori inflazionistici – oggi deve gestire una situazione quasi diametralmente opposta. E non dopo giorni: nell’immediato.
Nell’illustrare le scelte fatte, la presidente Christine Lagarde riferito che se la decisione di oggi è stata “unanime”, ma che al tempo stesso “ci sono stati alcuni che si sono chiesti se non dovessimo considerare un rialzo”.
La giornata, poi, è stata segnata dall’attacco da parte di miliziani islamisti Houthi dello Yemen contro navi dell’Arabia Saudita. Episodio che ha iinfiammato il petrolio, con rialzi che che nel pomeriggio hanno lambito il 7% portando il barile di Brent sopra quota 100 dollari per la prima volta da maggio.












