Un elemento su cui quasi tutte le recensioni di Odissea uscite finora concordano è la potenza visiva dell’ultimo film di Christopher Nolan, che ha saputo mettere in scena i principali episodi del poema omerico in modo molto realistico. E ci è riuscito senza ricorrere in modo massiccio alla CGI (computer-generated imagery), cioè alle immagini generate al computer, una tecnologia utilizzata al cinema fin dagli anni Settanta e diventata ormai quasi indispensabile soprattutto nei film con creature fantastiche, mondi immaginari o elementi soprannaturali, come quelli presenti nell’Odissea.

Nolan ha sempre preferito impiegare effetti speciali “pratici” (cioè realizzati direttamente sul set), anche nei suoi film più ambiziosi. Per girare la scena dell’esplosione della bomba atomica in Oppenheimer, il suo film del 2023 dedicato all’omonimo scienziato a capo del progetto Manhattan, utilizzò una vera miscela di benzina, propano, magnesio e polvere di alluminio. E nove anni prima fece piantare più di 200 acri di mais per creare la fattoria di Joseph Cooper, l’ex pilota della NASA protagonista di Interstellar.

Ha scelto di procedere in questo modo anche in Odissea, un progetto in cui l’impiego della CGI avrebbe potuto facilitare moltissime cose. «La mia responsabilità è quella di girare il più possibile direttamente in camera, per dare al pubblico un motivo per credere a ciò che vede», ha detto Nolan in un’intervista al Los Angeles Times.