Polimorfo come l’eroe, epico come la materia: sono il cinema di Nolan e il poema di Omero. Sbarcata giovedì 16 luglio nei cinema italiani e attesa quanto il ritorno di Ulisse a Itaca, l’Odissea del cineasta britannico-statunitense incanta al punto giusto. Due ore e cinquantadue minuti in cui alzarsi dalla poltrona sarebbe un peccato – empietà o tracotanza, per dirla con Omero.

I luoghi del film Odissea

Intrattenere per Nolan è sempre stata l’arte nell’arte, e anche questa volta il regista intesse con garbo e maestria una trama imponente e di fattura pregiata: oltre 250 milioni di dollari per realizzarla. E l’epicità dello schermo e la pellicola IMAX (fino a duemila dollari per ogni minuto girato), correlativi oggettivi della materia narrata, danno ragione a Nolan. Poi c’è un Matt Damon-Ulisse in stato di grazia. Grazia che, nel vocabolario greco, è il momento opportuno, quello stabilito dagli dei, a cui l’ingegnoso protagonista difficilmente si affida. Se Poseidone, dio dei mari, perseguita per l’intera vicenda il protagonista e ciò che resta dei suoi guerrieri, le altre divinità dall’Olimpo, Atena per prima, lo sospingono. Una pallida Zendaya per la Pallade Atena, con un’interpretazione (un ruolo?) che non dà e non toglie.