Caricamento player

Fin da quando Christopher Nolan ha annunciato che avrebbe fatto un film sull’Odissea, quello che ha fatto più discutere e ha preoccupato di più il pubblico potenziale è stato il modo in cui avrebbe potuto adattare e modernizzare una delle storie più antiche e famose al mondo. Eppure alla fine il film, che esce in tutto il mondo il 16 luglio, non si prende troppe libertà, o comunque non quante ci si potrebbe aspettare da un film pensato innanzitutto per intrattenere e scritto da un autore originale come Nolan.

C’è molto di quel che solitamente si conosce del poema; qualcosa che raramente si racconta, come tutta la parte che riguarda il figlio di Ulisse, Telemaco; qualcosa preso da altre storie, come l’Eneide o l’Orestea; e qualcosa di inventato. Le invenzioni sono nei dialoghi e in piccole scene o elementi che danno una sensibilità più moderna al film, rendono più chiari dei passaggi per esigenza di sintesi, o ancora servono a chiarire la lettura che Nolan ha della storia. E quella sì, invece, può far discutere.

Essendo scritto e girato da Christopher Nolan, Odissea è un film complicato. La storia è quella arcinota di un uomo che dopo la fine di una guerra vaga in mare non riuscendo a tornare a casa, ma è resa complicata dal modo in cui è raccontata. Il film alterna momenti diversi nei venti anni di lontananza da Itaca: si torna spesso a quel che è successo a Troia, poi si passa al viaggio in nave e poi al presente, a Itaca. Per un pubblico che non ha nessuna conoscenza della storia del poema epico probabilmente potrebbe essere una storia sfidante da seguire tanto quanto quella di Inception.