Il regista trasforma il poema di Omero in un'opera visionaria girata interamente in pellicola IMAX 70 mm. Un viaggio epico tra storia, tecnologia e spettacolo

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Nelle mani di Christopher Nolan l’Odissea si fa carne, sangue, morte, vita, gioia e dolore, sogno e incubo. Soprattutto si fa futuro. Nolan, per Odissea, il megaprogetto, da domani nelle sale un giorno prima che negli Stati Uniti, che affonda nel formato del passato della pellicola 70mm ma nel futuro della tecnologia Imax – primo film narrativo a essere girato tutto in pellicola 70mm Imax anche se, per inciso, in Italia non esiste alcuna sala che lo può proiettare in quel formato –, ha realizzato un’operazione rivoluzionaria, trasformando il poema di Omero in un film che guarda avanti in linea con la ‘sceneggiatura’ originale omerica che ci accompagna da quasi tremila anni e dunque, uno sguardo un pochino rivolto al futuro, di certo lo doveva avere.Tutto inizia con un aedo (lo strepitoso cantante Travis Scott) che canta in poche parole, tutto ciò che vedremo, accompagnato da una musica ritmica e ossessiva di tamburi della straordinaria colonna sonora dello svedese Ludwig Göransson: «Un viso, un uomo, una flotta, una guerra, un dono». Eccoci, in media res, immersi nella narrazione omerica che Nolan riscrive con la sapienza del gioco dei piani temporali che tanto hanno segnato il suo cinema con i titoli, come questo, di una sola parola (Inception, Interstellar, Tenet) sviluppando tre diversi momenti del viaggio di ritorno, attraverso le menzogne del mondo, di Ulisse – uno straordinario Matt Damon che osserva gli eventi quasi subendoli ma studiando attentamente tutte le sue mosse – alla sua Itaca. Ecco Ulisse, che nella versione originale è più filologicamente chiamato Odysseus, tra mostri e tempeste nel viaggio periglioso, eccolo tra le braccia della dea Calipso (Charlize Theron) che, innamorata, lo ha pescato dal mare e ora lo cura dai ricordi più traumatici facendoglieli dimenticare per sette lunghi anni, ecco Itaca raffigurazione plastica degli aspetti più deteriori delle congiure politiche con un centinaio di pretendenti pronti a tutto pur di subentrare sul trono di Ulisse, accanto alla moglie Penelope (Anne Hathaway) che fa e che disfa la tela, cercando il benestare della dea Atena (Zendaya) che invece protegge lui e il figlio Telemaco (Tom Holland) ora impegnato in un altrettante pericolose viaggio alla ricerca delle notizie del padre. Tra i pretendenti, il più aggressivo e subdolo è Antinoo (Robert Pattinson) che fa pure finta di occuparsi del vecchio cane Argo ma che è in combutta con Melanto (Mia Goth), una delle ancelle di Penelope.Il destino, già scritto da Omero, incombe su tutti e lo stratagemma del Cavallo di Troia, appena citato nell’Odissea, qui diventa il fulcro centrale della narrazione anche perché incastonato nella spiaggia e mezzo sommerso dalla sabbia come nella celebre sequenza della Statua della libertà in Il pianeta delle scimmie. Qui un’avanguardia al galoppo dei Troiani (che immagine!) viene convinta anche dal soldato Sinone (Elliot Page) a portare il cavallo dentro le mura.