Abbiamo visto in anteprima Odissea, il film con cui il regista premio Oscar ritrova e porta a compimento tutte le ossessioni del suo cinema. Visivamente prodigioso e perturbante, mostra qualche affanno narrativo e un'opinabile modernizzazione del linguaggio
Prima che lo sguardo riesca ad abbracciare lo schermo, è un fragore a generare l’immagine. Una distesa di sabbia si riversa nella sala: al centro c’è Sinon, il soldato interpretato da Elliot Page, trafitto a morte ai piedi del cavallo di Troia. Per Christopher Nolan è proprio qui che comincia Odissea, trasformato in poema della disillusione, della colpa, del trauma di chi torna e di chi è costretto ad aspettare.













