Con il 30 giugno è iniziata la fine del Pnrr: il grande Piano di investimenti e trasformazione del Paese scala le marce per arrivare alla rendicontazione delle ultime opere e passare all'incasso delle rate residue. Cosa resta e come continuare a finanziare le opere infrastrutturali di cui l'Italia ha ancora bisogno? È questa la domanda di fondo che si pone A&F Live, il talk di Affari&Finanza dedicato alle "Dorsali del Paese", lunedì alla Luiss Business School e in diretta sul sito di Repubblica.

A&F LIVE – IL DOSSIER SPECIALE

Il Piano ha velocizzato l'affidamento degli appalti favorendo un avvio più rapido dei cantieri, come certificano le analisi della Banca d'Italia sul periodo 2021-2025. Peccato che la durata dei lavori sia stata uguale a quella dei progetti non Pnrr. L'Italia ha imparato ad accendere più in fretta la macchina e ora deve evitare di tornare alle vecchie abitudini: conservando – come sostiene l'Ocse – quegli strumenti tecnici guadagnati in questa fase, a cominciare dal supporto agli enti territoriali nella progettazione.

«Nel mondo post Pnrr, non sarà sufficiente avere buoni progetti, sarà necessario averne di finanziabili e dal chiaro percorso realizzativo», anticipa al settimanale economico di Repubblica Emanuele Veratti, senior partner di Bain & Co.