Siamo ormai giunti al rush finale del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) e amministrazione pubblica da un lato e imprese dall"altro devono necessariamente fronteggiare le ovvie criticità di una misura che ha di fatto introdotto un sistema «straordinario» di gestione degli aiuti di Stato, richiamando l"intero Sistema Paese italiano a gestire una mole importante di investimenti, come di rado si era mai vista.

Una sfida ardua imposta dalla pubblicazione delle Linee guida della Struttura Missione Pnrr per la conclusione degli interventi e la rendicontazione finale di target e milestone richiesti a livello continentale, nonché proprio dalle regole dettate dalla Commissione Europea.

Ancora forse è presto per un bilancio finale realistico di quanto il Pnrr abbia impattato sull"Isola, sulla sua economia, sull"occupazione sulle sue infrastrutture, ma la misura è stata senza dubbio assai importante e altrove in Italia ha mutato il volto di determinati territori.

Bisognerà attendere la fine ufficiale della misura e tutte le rendicontazioni del caso, ma per ora sarebbe bene che regnasse assoluta cautela nei giudizi.

Di tutto ciò si ragionerà oggi durante l"incontro organizzato da Ance (Associazione nazionale costruttori edili) Catania e dall"Ordine degli Ingegneri della provincia etnea, da anni attentissimi sui work in progress della misura, per ovvie ragioni bene consapevoli della sua rilevanza.