L’establishment italiano si schiera a difesa di Mauro Moretti con una campagna pubblicitaria nei maggiori quotidiani nazionali: una pagina a pagamento che cita l’articolo 27 della Costituzione, «la responsabilità penale è personale», per esprimere solidarietà all’ex amministratore delegato di Ferrovie dello Stato, che la settimana scorsa è stato condannato in via definitiva a 5 anni per la strage di Viareggio. Moretti non viene mai citato ma i riferimenti sono espliciti e suonano come un tentativo di sviare dalle responsabilità dell’ex ad, che invece sono state appurate dai giudici.
LA PAGINA è stata acquistata dalla società Partecipazioni Italia spa, controllata dal gruppo WeBuild, colosso globale con sede a Milano che si occupa di realizzare grandi infrastrutture. L’azienda è in prima linea per costruire il ponte sullo stretto di Messina, se mai si farà. Il tono dell’inserzione sembra voler delegittimare la decisione dei magistrati: la responsabilità penale, recita il testo, «non può coincidere con la posizione ricoperta né derivare automaticamente dal ruolo di vertice esercitato in organizzazioni complesse. Nelle grandi imprese le decisioni sono affidate a strutture articolate, competenze specialistiche, procedure, controlli e responsabilità distribuite. Per questo l’accertamento della responsabilità individuale deve fondarsi sempre sui fatti, sulle condotte concretamente poste in essere, sui poteri effettivamente esercitati e sul nesso causale, mai sulla sola funzione ricoperta». Una retorica che si unisce al coro dei 250 firmatari di un appello a favore di Moretti: tra questi ci sono gli ex ministri Renato Brunetta, Paola Severino e Pietro Lunardi, il presidente di Confindustria Emanuele Orsini, gli ex parlamentari Luciano Violante e Chicco Testa, l’archistar Massimiliano Fuksas e molti altri manager, imprenditori e banchieri.













