L’iniziativa assunta dal colosso delle costruzioni WeBuild, che ha in mano anche la costruzione del ponte sullo stretto di Messina, di pubblicare a pagamento a tutta pagina, su La Repubblica e Il Sole 24 ore, un accorato appello dal titolo “La responsabilità penale è personale” mi lascia sgomento.

Il pretesto, mai citato, pare essere l’ex ad di Ferrovie Mauro Moretti finito in carcere ad Orvieto con una condanna definitiva a cinque anni per la strage di Viareggio. L’appello è sotto scritto da centinaia di autorevoli personalità, tra le quali spiccano quelle di Maurizio Crosetto, Renato Brunetta, Luciano Violante, Fabrizio Palenzona, Pietro Lunardi, Paola Severino, ovviamente Pietro Salini e tanti altri.

Il nucleo del ragionamento è “la responsabilità penale è personale. Così stabilisce la Costituzione. Essa non può coincidere con la posizione ricoperta, né derivare automaticamente dal ruolo di vertice esercitato in organizzazioni complesse. Nelle grandi imprese, pubbliche e private, le decisioni sono affidate a strutture articolate, competenze specialistiche, procedure, controlli e responsabilità distribuite. Per questo l’accertamento della responsabilità individuale deve fondarsi sempre sui fatti, sulle condotte concretamente poste in essere, sui poteri effettivamente esercitati, e sul nesso causale, mai sulla sola funzione ricoperta”.