L’ex ad delle Fs in galera per la strage del 2009. Ma tra lui e i responsabili c’erano molti livelli di comando: la responsabilità oggettiva è illiberale...di Corrado Oconesabato 27 giugno 20263' di letturaLa sentenza con cui Mauro Moretti, affermato manager ed ex amministratore di Ferrovie e di Rfi, in carica dal 2006 al 2014, è stato condannato in modo definitivo dalla Cassazione per il grave incidente ferroviario di Viareggio del 29 giugno 2009 sembra da ogni punto di vista abnorme. E segnala ai nostri occhi una sorta di impazzimento della giustizia italiana, la quale dà l’impressione di essere (ma in questi casi l’apparenza è sostanza) qualcosa di più simile a una giungla ove vige l’anarchia e la vendetta che non l’ordinato svolgimento di una funzione essenziale ma delicatissima qual è l’esercizio giurisprudenziale in uno Stato di diritto. Sia beninteso: l’incidente di 17 anni fa fu uno dei più gravi mai verificatisi sulle strade ferrate italiane. In quell’occasione, un treno merci carico di cisterne di gas deragliò esplodendo.
L’inchiesta accertò gravi deficienze nella manutenzione dei vagoni, con il cedimento strutturale di uno degli assi. La morte di innocenti, alcuni in tenera età, indignò l’intera Italia e giustamente si chiese da più parti, a cominciare dai familiari delle vittime, che la giustizia facesse il suo corso e che i responsabili pagassero per gli errori commessi.











