)
La sentenza è stata più severa con l’ex ad di Ferrovie che con chi aveva responsabilità più dirette. L’impressione è che si sia cercato il colpevole più in alto e che meglio placasse la rabbia dei parenti delle vittime
Ora che è stata pronunciata la sentenza definitiva sul disastro ferroviario di Viareggio con il carcere per l’ex ad di Ferrovie dello Stato, Mauro Moretti, si possono notare due cose: ai dirigenti delle ferrovie italiane sono toccate condanne pesanti quanto e spesso più di quelle che hanno raggiunto i colpevoli materiali dell’errore tecnico (un assile difettoso montato sul carro merci straniero deragliato ed esploso con furia devastante); che Moretti è stato il condannato più atteso e richiesto dai parenti delle vittime, che hanno identificato quasi solo con la sua carcerazione la giustizia tanto attesa.











