<p>Dopo lunghi mesi di negoziati, la legge contro l’ultra fast fashion è stata ufficialmente approvata dal Parlamento francese.

La proposta di legge che si oppone ai colossi cinesi come <strong>Shein </strong>e <strong>Temu </strong>si basa su due criteri cumulativi, ovvero l’ampiezza della gamma di prodotti sul mercato e l’incentivo alla riparazione.

Nello specifico la legge del 24 giugno appena approvata stabilisce una sanzione per ogni prodotto, destinata ad aumentare nel tempo, pari a 20 euro per articolo entro il 2030, con un limite del 50% del prezzo del prodotto al netto delle imposte.

Una parte di questi malus economici sarà destinata alle infrastrutture di raccolta e riciclo.<!--TgQPHd||[]--><!--TgQPHd||[]--> </p> <ul> <li><em>Leggi anche: <a href="https://www.milanofinanza.it/fashion/l-assemblea-nazionale-francese-dice-no-al-fast-fashion-il-voto-definitivo-per-il-nuovo-disegno-di-legge-202606251316422737">L’Assemblea nazionale francese dice no all’ultra fast fashion.

Il voto definitivo per il nuovo disegno di legge sarà lunedì</a></em></li> </ul> <p>In aggiunta, la legge prevede che le aziende dell’ultra fast fashion siano obbligate a diffondere sui propri siti web messaggi che incoraggiano alla sostenibilità, al riuso e al riciclo.