<p>Fino a 20 euro per articolo.

Questa la proposta per il nuovo decreto del Parlamento francese che fa spalla alla legge anti fast fashion approvata il 1° luglio.

Già da giorni si parlava di sanzioni pecuniarie per i brand appartenenti a questa categoria, mentre ora si stabiliranno le condizioni per l’attivazione dei relativi importi che avverrà in base al punteggio ambientale di ciascun prodotto. </p> <p>La legge anti-fast fashion è stata definita tramite due criteri cumulativi, ovvero i volumi di abbigliamento emessi sul mercato e un incentivo alla riparazione, misurato da un coefficiente che confronta il prezzo del prodotto con il costo della riparazione.

Il prossimo passo è stato presentato ieri, 9 luglio, dall’ufficio del ministro per la transizione ecologica, <strong>Mathieu Lefèvre</strong>, disegnando una pena pecuniaria fino al 50% del prezzo al lordo delle imposte. </p> <ul> <li><em>Leggi anche: <a href="https://www.milanofinanza.it/fashion/la-francia-approva-la-legge-contro-l-ultra-fast-fashion-202606291743455146">La Francia approva la legge contro l’ultra fast fashion</a></em></li> </ul> <p>Ciò vale per gli articoli di intimo, abbigliamento, beachwear, cappotti, giacche e molto altro venduti su piattaforme come <strong>Shein</strong>, <strong>Temu </strong>e <strong>Aliexpress</strong>.