Il Sole 24 Ore Radiocor - Un mandato fino al 2030, con chiari poteri su contabilità e supervisione finanziaria di Delfin. È quanto chiederà di approvare la maggioranza degli eredi Del Vecchio alla prossima assemblea dei soci della holding che si terrà nel Granducato il 30 giugno. In base all’integrazione dell’ordine del giorno, che Radiocor ha potuto visionare, il mandato di quelli che nel diritto lussemburghese sono definiti “Commissaire aux comptes” dovrebbe scattare, in caso di via libera degli azionisti, il giorno della nomina per concludersi dopo un quadriennio con l’assemblea degli azionisti convocata per l’approvazione del bilancio del 2029. Il mandato sarà remunerato con un compenso annuo lordo di 200mila euro (comprensivo di rimborsi spese). La richiesta porta la firma, nell’ordine, di Clemente Del Vecchio, Nicoletta Zampillo, Leonardo Maria, Paola e Luca.

Lettera di cinque eredi su otto

La missiva è stata inviata da cinque eredi (su otto) lo scorso 22 giugno a tutti i soci e al consiglio di amministrazione della finanziaria, che poi si è spaccato sulla lettera di “patronage” necessaria come garanzia richiesta dalle banche sul prestito da 11 miliardi in favore di Leonardo Maria (per rilevare le quote di Luca e Paola, concordi anche loro, come si nota, sui commissari). Gli azionisti firmatari chiedono così al cda di integrare l’odg dell’assemblea con questa proposta. I nomi dei commissari proposti, come già anticipato da Repubblica, sono quelli dell’avvocata Lara Forte (specializzata sui fondi d’investimento nello studio Mourant), il commercialista Fabio Scoyni e soprattutto il manager Marco Talarico, braccio destro di Del Vecchio jr., che dalla guida del family office Lmdv passerà al ruolo di supervisore contabile della cassaforte che racchiude i gioielli di famiglia, dalle quote di Essilux fino a Mps, passando per UniCredit e Generali.