Il destino delle partecipazioni di Delfin in Mediobanca (20%), Generali (10%) e UniCredit (2,7%) è appeso al voto degli otto eredi di Leonardo Del Vecchio. Come anticipato da Il Sole 24 Ore del 26 giugno, nelle ultime settimane è spuntato un piano proposto da alcuni soci della finanziaria che prevede la dismissione degli asset non core e il mantenimento della sola partecipazione in EssilorLuxottica.
Più nel dettaglio, secondo alcune ricostruzioni, l’obiettivo sarebbe quello di portare all’assemblea di approvazione del bilancio, in agenda prima della pausa estiva, un accordo che prevede in cambio della rinuncia da parte di quattro eredi al beneficio di inventario, il via libera alla distribuzione di un dividendo di 8 miliardi. Un impegno, quest’ultimo, da eseguire con la vendita delle partecipazioni finanziarie e non con il ricorso al debito.
I tempi
Tale delibera, sulla carta, per passare il test dell’assemblea avrebbe bisogno del voto favorevole di sei soci sugli otto complessivi rappresentati dai figli dell’imprenditore, Claudio, Paola, Marisa, Leonardo Maria, Luca e Clemente e la moglie Nicoletta Zampillo insieme al primo figlio di lei, Rocco Basilico.
Da qui a luglio si formerà la maggioranza necessaria a dare quel nulla osta? La risposta non è affatto scontata, alla luce dei numerosi tentativi di accordo che si sono susseguiti negli ultimi tre anni senza alcun risultato concreto. Ma è altrettanto vero, secondo alcune fonti, che le partecipazioni detenute da Delfin viaggiano ai massimi e se il vero obiettivo della proprietà è quello di ricavare il maggior guadagno per poi gestire autonomamente gli investimenti, il momento è particolarmente attraente. Certo è, si osserva, che se questa volta l’intesa fosse sigillata, la stessa avrebbe due risvolti particolarmente significativi.






