Fumata nera per l’accordo tra gli eredi di Leonardo del Vecchio sul futuro di Delfin. Ieri, in occasione dell’assemblea di bilancio della holding, l’intesa su dividendi e governance non è stata portata in votazione.
Gli avvocati delle parti starebbero limando gli ultimi dettagli relativi alla governance, si racconta negli ambienti vicini alla finanziaria, dove si auspica una accelerazione nei prossimi mesi per chiudere la partita in autunno.
Ma c’è chi ritiene, alla luce dei numerosi tentativi falliti da parte della proprietà, che, salvo colpi di scena, il dossier sia destinato a restare aperto ancora per molto tempo. Prova ne è il voto contrario di tre eredi su otto alla proposta di un dividendo da 500 milioni da parte della finanziaria che è rimasta così congelata.
La cedola di 500 milioni
L’assemblea di bilancio di Delfin, inizialmente programmata per dare forma al grande accordo tra gli eredi di Leonardo Del Vecchio su governance e sistema di partecipazioni della holding, si è limitata ieri ad affrontare i temi di gestione ordinaria e a verificare, soprattutto, gli equilibri all’interno della proprietà. Equilibri, questi ultimi, che appaiono ancora molto fragili.







