I lavori, per quanto complessi, sono ancora in corso a cinque giorni dall'assemblea di Delfin. Ma uno spiraglio c'è. E potrebbe essere in un nuovo approccio del board sulla maggioranza dei soci chiamata ad approvare le garanzie al maxi-finanziamento a supporto del riassetto, la soluzione per chiudere la partita del controllo sulla holding della famiglia Del Vecchio che custodisce partecipazioni di peso in EssilorLuxottica, Mps, Generali, UniCredit e nella francese Covivio. Potrebbe essere questa la via d'uscita dall'impasse messa agli atti dalla lettera in cui Leonardo Maria Del Vecchio una settimana fa chiedeva «chiarezza» al board. Questo mentre appare sempre più difficile l'opzione del buyback di Delfin sulle quote di Paola e Luca Del Vecchio. L'opzione è «tecnicamente poco percorribile» per due motivi, riferiscono fonti finanziarie all'Ansa. Il primo ha a che fare con le difficoltà nel portare avanti un buy-back su due quote senza stuzzicare l'appetito di altri soci. Il secondo motivo è il prezzo: la valutazione dei 10 miliardi per il 25% nasce da un accordo diretto tra Leonardo Maria Del Vecchio e i due fratelli venditori, non da una perizia indipendente, indispensabile invece in caso di buy-back.