Milano – Il futuro di Delfin, la cassaforte della famiglia Del Vecchio azionista di riferimento di Essilorluxottica, inizierà a delinearsi all’assemblea prevista il 30 giugno in Lussemburgo, sede della holding. All’ordine del giorno l’approvazione del bilancio consolidato 2025 con l’utile dell’anno, che viene stimato in circa in circa 1,2 miliardi e al secondo punto la destinazione a dividendo di quei profitti. La percentuale del dividendo sarà uno dei nodi, importante anche per la definizione del riassetto societario in corso, avviato dal quartogenito di Del Vecchio, Leonardo Maria.

Le regole della holding avevano stabilito un tetto della distribuzione limitato al 10% degli utili ma la famiglia – gli otto eredi/soci che detengono ognuno il 12,5% della holding – lo scorso 27 aprile in occasione di un’assemblea aveva espresso (con solo due voti contrari su 8) l’intenzione di alzare il livello all’80% per il triennio 2025-2027.

Rispetto al 30 giugno si profilano diversi scenari anche se nei prossimi giorni ci sarà un giro di sondaggi tra gli azionisti per capire se si potrà trovare una strada comune. L’assemblea, secondo quanto riportava il Corriere della Sera, sarà un test per la tenuta del consenso familiare. E d’altronde lo stesso Leonardo Maria aveva scritto in una lettera su QN (di cui è editore) che all’assemblea del 30 giugno si affronterà “qualcosa di più profondo: la natura stessa e il futuro di Delfin”. Holding che detiene il 32,4% di EssilorLuxottica, il 10% di Generali, il 17,5% di Mps, il 2,7% di Unicredit e il 28% di Covivio e gioca un ruolo importante nel risiko bancario dopo le offerte di Intesa e Banco Bpm su Mps.