<p>Si divide il cda di <strong>Delfin</strong> sul sostegno finanziario da concedere a <strong>Leonardo Maria Del Vecchio</strong> per consentire al quartogenito del fondatore di <strong>Essilux</strong> di rilevare per 10 miliardi di euro le quote dei fratelli <strong>Luca</strong> e <strong>Paola</strong>.
Mercoledì 24 la riunione del board della holding lussemburghese, cassaforte dell’impero <strong>Del Vecchio</strong>, ha votato a maggioranza per respingere la <strong>lettera di patronage</strong> chiesta da Leonardo Maria a favore delle banche.<br> </p> <p>L’operazione di <strong>maxi-finanziamento da complessivi 11 miliardi di euro</strong> con <strong>Unicredit</strong> e <strong>Crédit Agricole</strong> capofila, che già era apparsa in salita dopo la lettera pubblicata sul <em>QN</em> (di cui Leonardo Maria è editore) e indirizzata al cda di Delfin, si è interrotta due giorni fa, dopo che Lmdv ha preteso una risposta formale dal cda presieduto da <strong>Francesco Milleri</strong>, ceo di <strong>Essilux</strong>, sul <strong>riassetto della holding</strong> anche in vista dell’assemblea dei soci di martedì 30. </p> <h2>Le divisioni interne al consiglio di amministrazione</h2> <p>Di fatto è stato anche un modo per stanare i cinque consiglieri e capire chi sta con chi, dicono fonti a conoscenza del dossier.














