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Daniela Polizzi

Il progetto di Leonardo Maria Del Vecchio si scontra con il no del board. Dal buyback alle garanzie della holding, tutte le ipotesi sul tavolo per la cassaforte del gruppo

Si prepara l’assemblea di Delfin che si preannuncia infuocata. Con un confronto tra le proposte di Leonardo Maria Del Vecchio e di Rocco Basilico. Quest’ultimo domenica 28 giugno ha inviato una lettera al board e ai soci proponendo di liquidare le partecipazioni in Monte dei Paschi, Generali e Unicredit. Obiettivo, fornire la liquidità sufficiente alla cassaforte per acquistare le partecipazioni di chi tra i soci vuole vendere.

Per calcolare quanto «vale» Delfin Rocco Basilico ha proposto di stimare le partecipazioni finanziarie al 100% del loro valore di mercato, «facilmente liquidabili». Mentre su EssilorLuxottica si applicherebbe uno sconto del 25% rispetto alla quotazione di Borsa, percentuale che definisce «nella fascia alta degli sconti generalmente applicati alle holding».La proposta ha suscitato la reazione negativa di Leonardo Maria he si era candidato a ricomprare le quote di Luca e Paola per 10 miliardi, un valore ben superiore a quello ipotizzato da Rocco Basilico. «Nessun erede – ha fatto sapere Leonardo Maria dopo la missiva di Rocco – cederebbe mai l’azienda di famiglia a sconto».E’ una matassa ingarbugliata che non si scioglie da quattro anni. Tutto è iniziato dopo l’apertura del testamento di Leonardo Del Vecchio, quando Luca, Clemente e Paola hanno accettato le sue volontà con beneficio di inventario. Una mossa che ha di fatto bloccato la partita, impedendo di chiudere definitivamente la successione che era stata completata al 99%.