Lussemburgo – Via libera al bilancio di Delfin del 2025 con un utile da 1,5 miliardi, stop all’aumento dei dividendi che restano ancorati al 10% degli utili: la cedola vale quindi 18,5 milioni di euro per quota, 150 milioni in totale. Ma la notizia che fa più rumore è l’assenza di Leonardo Maria Del Vecchio che ha deciso di non partecipare all’assemblea di Delfin, cassaforte di famiglia presieduta da Francesco Milleri, riunitasi martedì 30 giugno in Lussemburgo.

Fonti vicine al quartogenito del fondatore di Luxottica spiegano che la sua assenza è stata una scelta meditata. L’obiettivo era evitare che un suo no sul bilancio espresso in assemblea, di persona, potesse condizionare l’esito del voto e anzi trasformarsi in una sorta di detonatore che avrebbe spinto altri soci a esprimersi negativamente. In quel modo, con la sua presenza, avrebbe potuto mettere in una situazione delicata la stessa holding. L’assenza però non preclude il fatto che si continui a lavorare a una soluzione sul futuro di Delfin nel suo complesso. L’obiettivo di Leonardo Maria resta quello di individuare le soluzioni che possano salvaguardare Delfin e in particolare la partecipazione in EssilorLuxottica. Nessuna svendita dei gioielli di famiglia, è il tema ripetuto dalle fonti a lui vicine, ma un riassetto che offra soluzioni sia ai soci che vogliono restare, sia a quelli che intendono uscire dal gruppo.