<ul class="leggi-anche"> </ul> <p>Arriva il giorno della <strong>resa dei conti in Delfin</strong>: e passa anche dall’ipotesi del <strong>buy-back</strong>.
Martedì 30 in <strong>Lussemburgo</strong> si terrà l’assemblea della cassaforte degli <strong>eredi Del Vecchio</strong>, chiamata formalmente ad approvare il bilancio, che dovrebbe chiudere con un utile di circa <strong>1,2 miliardi</strong>. </p> <p> </p> <p>Tra i punti all’ordine del giorno figurano anche la decisione sui dividendi, l’aumento degli emolumenti al board proposta da <strong>Claudio Del Vecchio</strong> e la richiesta di trasferimento di alcune quote di <strong>Delfin</strong> a holding personali.
Inoltre sul tavolo c’è anche la nomina dei «commissaire aux comptes», i revisori - la cui introduzione è prevista dall’articolo 15.5 dello statuto della cassaforte - incaricati del controllo sulla gestione e sui conti della holding. </p> <p> </p> <p>La lista presentata da Clemente, <strong>Leonardo Maria</strong>, <strong>Paola</strong> e <strong>Luca Del Vecchio</strong> insieme a <strong>Nicoletta Zampillo</strong> propone <strong>Lara Forte</strong>, <strong>Fabio Scoyni</strong> e <strong>Marco Talarico</strong>.
I commissari ai conti, che hanno margini limitati, possono accedere ai documenti della società, verificare la regolarità delle operazioni, esaminare il bilancio e riferire ai soci con una propria relazione, ma non hanno poteri gestori né possono imporre decisioni al board o mettere la società in liquidazione.












