Si blocca su un ingorgo tra manleve, maggioranze e garanzie, il riassetto di Delfin, la holding che raccoglie gli eredi del patron di Luxottica, Leonardo Del Vecchio. A fotografare con chiarezza lo stallo dell'operazione destinata ad accompagnare - una volta andata in porto - Leonardo Maria Del Vecchio, quarto figlio del fondatore dell'impero degli occhiali, al controllo della finanziaria, è una lettera dello stesso Leonardo Maria. Una missiva che ripercorre i passaggi già in parte agli atti, a partire dall'acquisto delle quote dei fratelli Paola e Luca, che dovevano portare a una semplificazione nella gestione di Delfin che custodisce partecipazioni di peso in EssilorLuxottica, Mps, Generali e UniCredit. Ma descrive anche la sostanziale volontà del board della holding di puntare i piedi sulle maggioranze di approvazione di trasferimento dei titoli del 27 aprile scorso, statuto alla mano, sulle manleve chieste dallo stesso cda di fronte al riassetto, e sulle garanzie che Delfin sarebbe chiamata a dare a fronte del finanziamento da 11 miliardi («finito nel pieno del risiko bancario italiano», scrive la lettera) chiesto dalla LMDV Fin di Leonardo Maria Del Vecchio per chiudere l'acquisto delle quote dei fratelli. Dunque, è l'ora della «chiarezza» per un dossier ufficialmente ancora aperto, ma arrivato a un impasse difficile da sciogliere.