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«A fare la differenza tra la vita e la morte è stata la possibilità di vivere in una casa moderna e capace di reggere ad una catastrofe naturale come un terremoto. Ma chi ha affrontato la quotidianità in abitazioni datate, senza i dovuti standard di sicurezza non ha potuto fare altro che piegarsi al fato».

È un’analisi lucida e tragica quella che gli emigranti calabresi in Venezuela riversano nelle chiamate ai tanti familiari rimasti in Italia. Si riscopre così il calore di una telefonata, con la voce rotta dal pianto e dalla paura e si mettono da parte messaggi e chat, come forse non accadeva da tempo. Ma nel contesto più generale del profondo legame che l’Europa ha da sempre vissuto con il Paese sudamericano vi è una relazione forte e radicata che si intreccia tra Amantea, il suo comprensorio e Caracas.

Ad Amantea, secondo alcune stime, risiedono oggi più di mille tra emigrati di ritorno e discendenti di seconda o terza generazione, che seguono con forte attaccamento le vicende e gli sviluppi del Paese sudamericano. Ma la realtà dei fatti è ben diversa e non è per nulla azzardato ipotizzare in almeno una famiglia su due un vincolo di parentela con qualcuno che oggi vive in Venezuela.