Il racconto da Caracas di Rhaimart Yaracuy, responsabile progetti della Fondazione AVSI in Venezuela: “Dopo il terremoto ci sono famiglie che hanno perso ogni cosa, qui manca tutto. Ora inizia una fase difficile, le persone hanno bisogno di sapere che non sono sole”.
"È un momento di paura e incertezza, di telefonate per sapere se i nostri cari stanno bene. C'è chi non ha più i propri cari perché sono dispersi o morti, ci sono famiglie che hanno sofferto perdite molto gravi. Hanno perso la loro casa, il loro rifugio e la loro tranquillità".
A raccontare la situazione che tanti stanno vivendo in Venezuela è Rhaimart Yaracuy, responsabile progetti della Fondazione AVSI nel Paese. La testimonianza, raccontata in alcuni audio inoltrati su Whatsapp, è stata condivisa con Fanpage.it dalla Fondazione. La donna si trovava nella sua casa di Caracas, la capitale del Paese, situata non lontano dall'epicentro del sisma. "In questo momento a tanti mancano cibo, acqua, articoli per l'igiene, un posto per dormire sicuri, assistenza psicosociale, informazioni e accompagnamento", spiega ancora Yaracuy.
Nel momento in cui stiamo scrivendo il bilancio delle vittime del terremoto che mercoledì 24 giugno ha colpito il Venezuela è salito a 589 vittime e 2.980 feriti. Le due scosse registrate, una di magnitudo 7.2 e 7.5, hanno avuto effetti devastanti in varie zone.










