di
Paolo Foschini
Parte la catena della solidarietà per far fronte al dramma umanitario dopo il terremoto che ha colpito il Venezuela. Gli appelli di Avsi, Caritas, Unicef, Croce Rossa, Azione contro la fame e altri enti così in prima linea sui luoghi del disastro. Le istruzioni per poter dare il proprio contributo
Quasi quattro milioni sono i bambini che vivono nelle zone colpite dal terremoto in Venezuela. È solo un numero fra i tanti - i morti, i feriti, i «dispersi», i senzacasa - che come sempre accade con le grandi tragedie continueranno nei prossimi giorni ad accumularsi nelle cronache fino a quando non ci stupiranno più e «altri cento corpi estratti dalla macerie» ci sembreranno niente rispetto alle migliaia che a quel punto saranno già stati raccontati. Per questo è importante rispondere subito agli appelli con cui enti e associazioni, da Avsi a Caritas, da Azione contro la fame e Croce Rossa a Unicef, hanno iniziato fin dal primo minuto a invocare sostegno per il grande lavoro che anche questa volta come sempre mettono e metteranno in campo. «Siamo pronti a distribuire cibo, kit sanitari, beni di prima necessità e a dare assistenza a migliaia di persone che hanno perso tutto. Ogni contributo - scrive Fiammetta Cappellini di Avsi - può fare la differenza: aiutateci». In Venezuela dal 2000, Avsi ha accompagnato negli ultimi anni con progettualità diverse anche i rifugiati venezuelani che si trovano in Brasile e in Ecuador. Maggiori informazioni qui. La campagna attuale si chiama Emergenza Terremoto in Venezuela e i dettagli sulla situazione e come donare si trovano a questo link.










