Roma, 25 giu. (askanews) - Corsa contro il tempo per tirare fuori le persone intrappolate sotto alle macerie in Venezuela dopo le due potenti scosse di terremoto di magnitudo 7.2 e 7.5, che hanno colpito il Paese, causando il crollo di interi edifici e provocando centinaia di feriti e oltre 30 morti, secondo un bilancio molto provvisorio.A La Guaira, vicino alla capitale Caracas, la più colpita, residenti e soccorritori, riuniti davanti a un edificio distrutto affermano di poter sentire le grida delle persone ancora in vita.Jose Pacheco, a capo delle operazioni della squadra di soccorso venezuelana dice, indicando gli enormi edifici collassati: "La situazione è molto critica. Mancano i macchinari e le risorse umane necessarie. La gente deve venire ad aiutare". "È stato terribile - racconta una sopravvissuta - tutto è crollato, tutto... È stato terribile. È una cosa che non augurerei a nessuno: un'esperienza terribile. Ringraziamo Dio di essere ancora vivi, ma in questo momento ci sono persone che soffrono perché i loro familiari sono intrappolati sotto le macerie, schiacciati sotto di esse, e non riescono a tirarli fuori".Altri vorrebbero aiutare a estrarre le persone, di cui sentono le voci, ma non hanno i mezzi. "C'è un punto in cui si sente una giovane donna di nome Jennifer, dell'undicesimo piano, che mi risponde. Tuttavia, non abbiamo strumenti; non abbiamo modo di aiutare. Lei risponde, e a pochi metri di distanza, proprio lì in quella zona, ci sono due fratelli: uno si chiama Daniel, e non so il nome dell'altro. Uno di loro risponde e dice di essere ferito allo stomaco. Suo padre e suo fratello sono lì e cercano di fare il possibile ma tutto ciò che abbiamo è un piccone e un piede di porco". "Sono vivi. Stiamo dicendo loro di non sforzare la voce, di fare respiri brevi, nella speranza che almeno loro che sono lì vengano salvati".
Sisma in Venezuela, soccorritori: "Sentiamo voci sotto le macerie" | Libero Quotidiano.it
Roma, 25 giu. (askanews) - Corsa contro il tempo per tirare fuori le persone intrappolate sotto alle macerie in Venezuela dopo le due potenti scosse di terremoto di magnitudo 7.2 e 7.5, che hanno colpito il Paese, causando il crollo di interi edifici e provocando centinaia di feriti e oltre 30 morti, secondo un bilancio molto provvisorio.A La Guaira, vicino alla capitale Caracas, la più colpita, residenti e soccorritori, riuniti davanti a un edificio distrutto affermano di poter sentire le grida delle persone ancora in vita.Jose Pacheco, a capo delle operazioni della squadra di soccorso venezuelana dice, indicando gli enormi edifici collassati: "La situazione è molto critica. Mancano i macchinari e le risorse umane necessarie. La gente deve venire ad aiutare". "È stato terribile - racconta una sopravvissuta - tutto è crollato, tutto... È stato terribile. È una cosa che non augurerei a nessuno: un'esperienza terribile. Ringraziamo Dio di essere ancora vivi, ma in questo momento ci sono persone che soffrono perché i loro familiari sono intrappolati sotto le macerie, schiacciati sotto di esse, e non riescono a tirarli fuori".Altri vorrebbero aiutare a estrarre le persone, di cui sentono le voci, ma non hanno i mezzi. "C'è un punto in cui si sente una giovane donna di nome Jennifer, dell'undicesimo piano, che mi risponde. Tuttavia, non abbiamo strumenti; non abbiamo modo di aiutare. Lei risponde, e a pochi metri di distanza, proprio lì in quella zona, ci sono due fratelli: uno si chiama Daniel, e non so il nome dell'altro. Uno di loro risponde e dice di essere ferito allo stomaco. Suo padre e suo fratello sono lì e cercano di fare il possibile ma tutto ciò che abbiamo è un piccone e un piede di porco". "Sono vivi. Stiamo dicendo loro di non sforzare la voce, di fare respiri brevi, nella speranza che almeno loro che sono lì vengano salvati".












