“L’intero popolo venezuelano sta dando il proprio contributo in questa drammatica situazione. Stiamo lottando insieme. Ognuno fa la sua parte. Ora contano anche i piccoli gesti. Sono una dimostrazione importantissima di solidarietà e vicinanza”. Wilfredo Torres è uno dei volontari che da Caracas ha raggiunto La Guaira, capitale dell’omonimo stato situata sulla costa, per aiutare le persone colpite dal terremoto che mercoledì notte ha distrutto il Venezuela. Le due scosse, la prima di magnitudo di 7,2 e l’altra di 7,5, sono state devastanti. Secondo i dati ufficiali rilasciati finora, almeno 920 persone hanno perso la vita. Risultano oltre 3mila feriti e almeno 50mila dispersi. I numeri sono destinati ad aumentare.
La popolazione ha reagito organizzandosi. A Caracas, ma anche in altri stati, realtà della società civile e associazioni universitarie hanno aperto centri di raccolta di beni di prima necessità da convogliare nelle zone più colpite dal sisma. “Molte persone hanno raggiunto La Guaira mettendo a disposizione tutto ciò che hanno, rischiando la propria vita. Non sappiamo cos’altro potrebbe succedere in una situazione del genere, ma abbiamo scelto di affrontare l’incertezza pur di aiutare”, racconta a ilfattoquotidiano.it Torres che, insieme agli abitanti del suo quartiere, ha raccolto vestiti, acqua, riso, scatolame e medicinali. “La mia casa è stata danneggiata. Il terremoto è stato traumatico. Oscillava tutto, sembrava di stare su una nave. Ho pensato di stare per morire”.











