di
Sara Gandolfi
Ventimila persone mancano all’appello a nord di Caracas. I morti salgono a 1.450
DALLA NOSTRA INVIATACATIA LA MAR (LA GUAIRA) - A quasi 96 ore dal terremoto, i vigili del fuoco italiani impegnati nelle operazioni di soccorso in Venezuela ieri speravano di realizzare un miracolo. «C’è una donna di trent’anni viva, in uno stabile crollato a Macuto, qui nello stato di La Guaira. Risponde alle nostre sollecitazioni, battendo contro un tubo, e prima ha scambiato qualche messaggio su Whatsapp con il fratello. È cosciente e dice di essere lì con due dei suoi tre figli», ha spiegato in serata al Corriere Luca Cari, portavoce dei vigili del fuoco. Li aspettava un’impresa: riuscire a tirarli fuori, nella notte appena trascorsa.
Dal bollettino quotidiano di morte, emergono anche storie di vite ritrovate. I soccorritori sono riusciti ad estrarre vivi diversi bambini, tra cui una neonata di pochi mesi. E ieri pomeriggio, a quasi quattro giorni dal sisma, un uomo e il figlio adolescente sono stati tirati fuori dalle macerie a Caraballeda. La storia più commovente è quella di Santiago González, un neonato di pochi giorni, che sabato è stato salvato dalle squadre di ricerca statunitensi a Catia La Mar. Era assieme alla mamma Diliana Torrealba. Sono vivi grazie al gesto disperato del papà Yefferson che ha fatto loro scudo.











