Ore drammatiche per il Venezuela. Caracas e diverse regioni sono devastate dallo sciame sismico che ha colpito la costa centrale del Paese, partendo da un terremoto di magnitudo 7,2 e una successiva replica da 7.5. Almeno 20 scosse sono state avvertite nelle ore successive. Per il Paese è il terremoto più forte dell’ultimo secolo. In corso, ma a rilento, le operazioni di salvataggio eseguite da agenti di polizia, vigili del fuoco e Protezione civile. È corsa contro il tempo per recuperare i corpi accatastati fra le macerie. ”
La chiesa è crollata d’improvviso. Anche la casa adiacente. Siamo stati bloccati, seppelliti, sotto le macerie. Io me la sono cavata. Sono uscito con mia figlia, piccola. Altre persone però sono rimaste lì. Aiutateci”, commenta a ilFattoQuotidiano.it Carlos Arismendi, pastore evangelico della Iglesia anunciadora de Sión, nella Guaira. La città, dichiarata “zona di disastro”, è tra le più colpite. L’ospedale locale, José María Vargas, è al limite del collasso. In attesa del proprio turno centinaia di feriti, sdraiati sul pavimento, nel parcheggio della struttura. In mezzo al disastro ha preso fuoco il complesso residenziale intitolato a “Hugo Chávez”, situato sempre a La Guaira. Le cause sono ancora da individuare. “La Guaira è lo stato più colpito. Sono crollati decine di edifici. Stiamo eseguendo lavori assidui di salvataggio per salvare le vite che Dio ci permetterà di salvare”, ha affermato la presidente in carica, Delcy Rodríguez, a reti unificate, offrendo un bollettino preliminare degli eventi. I danni, secondo il Servizio meteorologico Usa, potrebbero raggiungere il 2% del Pil. E le vittime potrebbero superare la soglia delle 10mila.










