È il più forte degli ultimi 126 anni. Ancora non noto il bilancio delle vittime. La presidente ad interim Rodrigues: stato d'emergenza. Epicentro nel comune di Montalbán. Colpito l'aeroporto di Caracas

Due scosse di terremoto di magnitudo 7.1 e 7.5 hanno colpito il Venezuela, causando il crollo di alcuni edifici a Caracas. Si temono molte vittime. In rete circolano immagini di agenti di polizia e vigili del fuoco al lavoro, mentre isolano le aree colpite, pur di cercare di salvare la vita a chi è rimasto sotto i calcinacci. «Le pietre dei muri che crollavano volavano in aria da tutte le parti. Il boato è stato terrificante», raccontano alcuni testimoni. Un rapporto dello United States Geological Survey (USGS) lo classifica come il più forte registrato nella zona settentrionale del Paese negli ultimi 126 anni. La presidente ad interim del Venezuela Delcy Rodrigues ha dichiarato lo stato d’emergenza nel paese.

Il sisma seguito da diverse scosse di assestamento, è stata avvertito anche in Colombia. Almeno due edifici sono crollati nel quartiere di Los Palos Grandes, nel comune di Chacao, nell’area metropolitana di Caracas. Lo riferiscono media locali e residenti della zona, che hanno segnalato i crolli lungo la Primera Avenida, tra l’Avenida Francisco de Miranda e la Primera Transversal. Secondo il Servizio geologico degli Stati Uniti (Usgs) l’epicentro del sisma è stato localizzato nel nord-ovest del comune di Montalbán, nello Stato di Carabobo, a circa 300 chilometri dalla capitale, con una profondità di 13,2 chilometri. La scarsa profondità rende il terremoto particolarmente distruttivo. Al momento non è stato diffuso un bilancio ufficiale di eventuali vittime o feriti. L’ultimo terremoto di intensità analoga risale al 2018, quando un sisma di magnitudo 7,3 colpì lo Stato di Sucre.