Due scosse di terremoto violentissime, a breve distanza una dall'altra, hanno messo in ginocchio il Venezuela provocando il crollo di centinaia di edifici. Panico e disperazione tra la gente che in pochi minuti ha perso tutto, nella capitale Caracas, come in una vasta zona a ovest del Paese. Si teme una strage. Un sindaco della città di Chacao, una delle più colpite, ha ammesso che ci sono delle vittime, senza dare dettagli. Gravemente danneggiato l'aeroporto internazionale della capitale che ha sospeso i voli: in tante aree dello scalo il tetto è crollato, con scene di panico tra i passeggeri. In pochi minuti sono saltate le comunicazioni telefoniche, messe sotto pressione dalle chiamate dei milioni di venezuelani che vivono all'estero, ansiosi di avere informazioni dei propri cari. Sospeso anche il rifornimento del gas per motivi di sicurezza. La gente si è riversata per strada in stato di shock. Solo dopo tre ore dal disastro, la presidente ad interim, Delcy Rodriguez, dalla tv pubblica, visibilmente provata, ha parlato alla popolazione, annunciando lo stato di emergenza e lanciando un appello all'unità nazionale: "Dopo le due prime scosse abbiamo avuto 20 repliche. Il mio messaggio ora è mantenere l'unione e la calma per salvare vite". Gli Usa offrono aiuto.
Doppia scossa di terremoto in Venezuela, la più forte di 7.5
Dichiarato lo stato di emergenza, chiuso l'aeroporto internazionale. Rientrato l'allarme tsunami










