Almeno 32 persone sono morte e circa 700 sono rimaste ferite in Venezuela dopo due forti terremoti che hanno colpito il paese mercoledì sera, provocando crolli a Caracas e in altri stati settentrionali. La presidente ad interim Delcy Rodríguez ha dichiarato lo stato di emergenza, mentre i soccorritori continuano a cercare persone intrappolate sotto le macerie. Al momento non risultano vittime italiane.
Le due scosse sono avvenute a meno di un minuto di distanza, poco dopo le 18, ora locale. Secondo le prime rilevazioni del Servizio geologico degli Stati Uniti, la prima scossa ha avuto una magnitudo di 7,2 e la seconda, più forte, di 7,5. L’epicentro è stato localizzato nell’area a ovest della capitale, vicino allo stato di Yaracuy e alla costa caraibica. Le scosse sono state avvertite in gran parte del Venezuela e anche in Colombia, fino a Bogotá.
Rodríguez ha detto in televisione che il principale aeroporto del paese, il Simón Bolívar di Maiquetía, che serve Caracas, è stato chiuso per i danni subiti. Sono stati sospesi anche i servizi della metropolitana e dei treni, mentre le lezioni scolastiche sono state cancellate per il resto della settimana. La presidente ad interim ha chiesto a medici e infermieri di presentarsi negli ospedali per assistere i feriti e ha detto che alcune scuole saranno usate come centri di accoglienza e raccolta di aiuti. Le autorità hanno invitato la popolazione a non rientrare negli edifici danneggiati, perché altre scosse potrebbero causare nuovi crolli.










