Due scosse di terremoto violentissime, a breve distanza una dall'altra, hanno messo in ginocchio il Venezuela provocando il crollo di centinaia di edifici e decine di vittime. La prima è stata di magnitudo 7.1, la seconda addirittura del 7.5. L'epicentro di questa seconda scossa è stato a 23 chilometri a sud est di Yumare, un centro di circa 20mila abitanti, vicino alla costa, a circa 300 km a ovest di Caracas.

Secondo un rapporto dello United States Geological Survey (USGS) è il terremoto in Venezuela più forte ultimi 126 anni, paragonabile per intensità solamente allo storico sisma di magnitudo 7.7 registrato nell'ottobre del 1900. Gli esperti attribuiscono la violenza del fenomeno alla ridotta profondità dell'epicentro, calcolata tra 10 e 13 chilometri. Secondo l'analisi tecnica, "il rilascio di energia si è verificato superficialmente nel sistema di faglie che forma il confine meridionale della placca caraibica con la placca sudamericana (asse di deformazione che collega i sistemi di faglie di Boconó e San Sebastian)". Questa combinazione di elevata magnitudo e scarsa profondità ha sprigionato un movimento tellurico eccezionale, le cui onde si sono propagate a grande distanza. La scossa è stata infatti segnalata a oltre 160 chilometri di distanza, colpendo la capitale venezuelana Caracas e arrivando a interessare in modo distinto anche le regioni limitrofe della vicina Colombia.