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Se la logica dei numeri avesse un senso, il bilancio “italiano” del terremoto che ha segnato la quotidianità del Venezuela non potrebbe che essere portatore di speranza. Ma dietro ai numeri, a volte freddi e cinici, si nascondono storie che ripercorrono libri ancora aperti di memoria. Ed è in questo divenire che l’asse tra la Calabria e le zone più colpite dal sisma si mostra forte e coeso: un ponte emozionale che sorvola l’oceano e che riunifica famiglie.
La città di Amantea, che annovera un radicamento deciso nello Stato sudamericano, si è mobilitata per dare aiuto e solidarietà, seguendo due diverse direttrici: da un lato l’associazione “La Guarimba” ha avviato una raccolta fondi per acquistare materiale medicale da destinare all’assistenza dei bambini; dall’altro un comitato di imprenditori, attivisti e gente comune, originari del Venezuela, si sono dati da fare per raccogliere derrate alimentare, medicinali e denaro e sostenere anche la fase di ricostruzione.
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