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È un dramma che si consuma di ora in ora quello della comunità italiana in Venezuela, dopo il terremoto che ha devastato il nord del Paese. Aumentano le chiamate all'Unità di crisi della Farnesina di chi cerca familiari e amici di cui non ha più notizie. Il bilancio tra i connazionali, aggiornato dal ministro degli Esteri Antonio Tajani, è di tre morti italo-venezuelani accertati, cinque feriti e 35 dispersi: cifre ancora provvisorie. Complessivamente, secondo il ministero della Salute di Caracas, le vittime del sisma hanno superato quota 589.Le chiamate alla Farnesina e i 150mila italiani

Quella italiana è una comunità nutrita e radicata: sono circa 150.000 i connazionali registrati all'Aire, molti con doppia nazionalità, e quasi la metà vive nell'area colpita. Circa 3.000 risiedono vicino all'epicentro. «Molte domande arrivano sulla situazione a La Guaira», uno dei centri più colpiti, ha spiegato la consigliera dell'Unità di crisi Maria Teresa Del Re, in viaggio con i soccorsi italiani. «Non sappiamo esattamente quello che si troverà sotto le macerie», ha ammesso con apprensione Tajani da Dubrovnik, dove si trova in missione.

La prima vittima e l'appello per Francesca Mannina