Il Venezuela è un Paese in ginocchio, ferito al cuore da un terremoto violentissimo che ha colpito la capitale Caracas, ma soprattutto la zona costiera dello Stato de La Guaira, dove potrebbe aver provocato un'ecatombe con migliaia di morti. Secondo le ultime stime circa 40mila persone risultano ancora disperse.

In serata la Farnesina ha avuto conferma del decesso di un cittadino italo-venezuelano, nato a Caracas nel 1970, con parenti in Italia, coinvolto nel crollo di un edificio, proprio a La Guaira. "Stiamo registrando molte segnalazioni di persone che non rispondono", anche "su diversi italiani su cui si chiedono verifiche", ha spiegato il capo dell'Unità di Crisi della Farnesina, Nicola Minardi.

I centri abitati, all'alba, poche ore dopo il disastro, sembrano zone di guerra dopo un bombardamento. Decine e decine di edifici sono abbattuti, ridotti in polvere, altri sono sventrati e ripiegati su se stessi. Si stanno spegnendo gli incendi provocati dalle fughe di gas, ma la gente è ancora per strada, a piangere, senza più niente, sotto shock, in cerca dei propri cari, in mezzo a montagne di calcinacci.

Video In Venezuela si scava tra le macerie, La Guaira lo stato più colpito

"Tutto ci stava cadendo addosso. I televisori erano a terra. Sembrava un film horror. E' durato tantissimo, circa due minuti", ha raccontato alla stampa locale una residente di una delle zone a ovest di Caracas, tra le più colpite. "Il boato è stato terrificante", ha aggiunto una sua vicina. Ora l'obiettivo primario è far arrivare prima possibile i soccorsi e gli aiuti, ma non è un compito facile: molti ponti sono lesionati, l'aeroporto gravemente danneggiato è ancora chiuso e le comunicazioni sono al collasso.