ROMA – l bilancio del terremoto in Venezuela si aggrava di ora in ora: 1.430 sono i morti confermati e più di 50 mila dispersi., ma si tratta solo di un bilancio parziale. Inoltre, sono state più di 302 le scosse che hanno colpito la regione, rallentando i soccorsi in modo significativo.
Strade intasate, migliaia i motociclisti che portano aiuto. Andreas Spaett, il coordinatore di Medici Senza Frontiere in Venezuela, ieri è tornato a La Guaira, la zona più colpita. Queste sono le sue parole: "Normalmente ci vogliono 45 minuti per raggiungere La Guaira da Caracas. Il giorno prima ci avevamo messo un'ora e mezza. Ieri quattro ore e quindici minuti. Le strade erano completamente intasate. Migliaia di motociclisti che si muovevano per portare aiuto”.
"È stato davvero impressionante, sembrava una zona di guerra”. “Quando siamo arrivati a La Guaira – ha aggiunto Andreas Spaett – sembrava una zona di guerra. Ne ho viste tante, nella mia carriera con MSF, ma era proprio così. Lo stadio con le persone all'aperto, le tende allestite in fretta, le file davanti all'ospedale. Quando siamo usciti dall'ospedale è arrivato un camion con diversi corpi." Il personale di Medici Senza Frontiere continua a portare nei vari ospedali i kit per le emergenze traumatiche subite dalla popolazione. Sono materiali progettati per trattare ferite che uccidono in pochi minuti, emorragie gravi, ferite toraciche aperte, vie aeree ostruite.










