Si mobilita la macchina dei soccorsi. «Tra oggi e domani arriveranno nel Paese 100 soccorritori italiani», ha annunciato il ministro degli Esteri. Sul fronte sanitario la situazione è critica: ospedali al collasso e carenza di medicinali

Sfiora i 600 morti e supera i 50mila dispersi il bilancio, ancora provvisorio e destinato ad aggravarsi, dei terremoti che hanno colpito il Venezuela nella notte tra mercoledì 24 e giovedì 25 giugno. Tra le vittime ci sono anche tre cittadini italo-venezuelani; cinque i feriti e 35 i dispersi. A fornire un aggiornamento è stato il ministro degli Esteri Antonio Tajani, intervenendo durante un punto stampa a Dubrovnik, dove si trova in missione. «Le persone con cittadinanza italiana registrate come residenti in Venezuela sono circa 150mila, quindi non sappiamo ancora con esattezza cosa potremo trovare sotto le macerie», ha dichiarato. Tra oggi e domani raggiungeranno il Paese i primi soccorsi italiani: partiranno l’Unità di crisi della Farnesina, i vigili del fuoco e la Protezione civile per sostenere le operazioni di emergenza e assistere la popolazione colpita dal sisma. «In tutto arriveranno un centinaio di esperti specializzati negli interventi in caso di calamità naturali», ha aggiunto Tajani.