La solidarietà in Venezuela è più forte anche della paura, risvegliata ieri da una scossa di assestamento di magnitudo 5.1, la più potente delle oltre 200 già registrate dal 24 giugno. Soccorritori, vigili del fuoco, volontari, squadre di ricerca: un intero paese si è unito per salvare vite umane – 33 le persone estratte vive dalle macerie nel fine settimana – nel mezzo di una delle più grandi tragedie della storia venezuelana. E anche se, come mettono in guardia gli specialisti, dopo 72 ore dall’evento sismico le probabilità di trovare altri superstiti si riducono drasticamente, si continua comunque a scavare tra i detriti, anche a mani nude o con mezzi di fortuna, mentre migliaia di persone si sono mobilitate spontaneamente per donare e fornire tutto l’aiuto possibile alle vittime e alle squadre di soccorso.
«OGGI ABBIAMO recuperato persone vive e, pertanto, le operazioni non verranno sospese. Manteniamo sempre la speranza», ha dichiarato domenica Delcy Rodriguez, annunciando l’istituzione di una commissione presidenziale incaricata di valutare l’abitabilità delle strutture, la sospensione delle attività scolastiche per un’ulteriore settimana e il ripristino della fornitura elettrica a La Guaira.











